GIAN CARLO CICCOZZI

OPERA N. 5
Serie Trasposizioni N. 005
L'opera N. 5 della serie Trasposizioni di Giancarlo Ciccozzi è un esempio magistrale di come l'artista abruzzese riesca a trasformare la materia grezza in un linguaggio filosofico e visivo profondo. Ecco una descrizione dettagliata dell'opera basata sulle sue caratteristiche tecniche e stilistiche:
Tecnica e dimensioni
Dimensioni: cento per cento per quattro centimetri
Tecnica mista su tela cotone e telaio in legno
Materiali: stucchi e polvere di marmo, legno, caolino, pigmento naturale, carte e collanti speciali, resina
Anno 2024
Opera certificata e archiviata
Impatto Visivo e Presenza Fisica
Con le sue dimensioni generose, l'opera si presenta come un "quadrato perfetto", una forma che nell'arte astratta richiama equilibrio e razionalità. Tuttavia, lo spessore di 4 centimetri conferisce al lavoro una fisicità scultorea: non è solo un dipinto, ma un oggetto tridimensionale che occupa lo spazio con decisione.
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La Materia: Una "Geologia" dell'Anima
La scelta dei materiali è il cuore pulsante del lavoro di Ciccozzi. L'uso di polvere di marmo, stucchi e caolino, del legno, suggerisce un legame ancestrale con la terra e l'architettura.
Caolino e Marmo: Questi elementi donano all'opera una luminosità opaca e una texture granulosa, quasi come se la tela fosse un frammento di un antico muro o una sezione di crosta terrestre.
I Pigmenti Naturali
Ciccozzi predilige tonalità organiche (spesso bianchi sporchi, terre, grigi o neri profondi) che non "colorano" semplicemente la superficie, ma si impastano con essa, diventando corpo unico.
La Tecnica e il Concetto di "Trasposizione"
Il titolo della serie, Trasposizioni, indica un passaggio: il trasferimento di un'emozione o di un concetto etereo in una forma solida e tangibile. Non a caso le sue tele, spesso, propria come questa, hanno squarci, tagli netti poi ricuciti, come a significare ferite poi rimarginate.
Stratificazione: L'artista lavora per livelli, sovrapponendo stucchi, materiali e resine. Questo processo crea crepe, solchi e rilievi che catturano la luce in modi sempre diversi.
Resina e Collanti
Questi materiali servono a "fissare" il tempo, creando contrasti tra superfici ruvide e porose e zone potenzialmente più lucide o compatte, dando un senso di eterna conservazione.
Simbologia e Stile
L'opera si inserisce nel filone dell'Informale Materico. Non c'è una figura riconoscibile, ma un'evocazione di vissuto. Le crepe e le fessurazioni tipiche dello stile di Ciccozzi rappresentano le "ferite" o i segni del tempo, interpretati non come decadenza, ma come testimonianza di esistenza e resilienza.
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