GIAN CARLO CICCOZZI

OPERA N. 12
Serie MAIOR N. 12
Visione d'insieme
L'opera si presenta come un pannello quadrato di dimensioni cento per cento per quattro centimetri. E’ di forte impatto materico. Su un fondo nero profondo, opaco e liscio, emerge una struttura centrale carica di spessore e rilievi. Il cuore del quadro è composto da due grandi lembi di cartone che sembrano squarciare la superficie, tenuti insieme da una serie di legacci. L'impressione generale è quella di una ferita aperta nel buio che tenta faticosamente di rimarginarsi.
Dettagli Materici e Tattili
L'artista utilizza una combinazione di materiali che creano una topografia complessa e irregolare. I Lembi: Due porzioni di cartone stuccato dai bordi frastagliati e ruvidi si fronteggiano al centro. La loro superficie non è piana, ma è ispessita da un impasto di stucco e caolino, che conferisce un colore biancastro, gessoso e quasi minerale. Le Asperità: All'interno di questi lembi sono incastonati frammenti di pietrame.
Al tatto, questa zona risulta estremamente accidentata, alternando zone porose ad altre taglienti e spigolose. La "Cucitura": I due lembi sono attraversati da spaghi che passano da una parte all'altra. Questi fili creano una trama a rilievo, tesa e tattile, che attraversa lo spazio vuoto tra le due parti di cartone. Il gesto evoca l'atto del ricucire una ferita, trasformando la materia in carne e lo spunto artistico in cura. La Finitura: L’intera composizione centrale è ricoperta da uno strato di resina. Questo dettaglio crea un contrasto sensoriale: mentre il fondo nero rimane secco, le parti in rilievo possono apparire al tatto più levigate o lucide, come se la ferita fosse ancora "umida" o protetta da una membrana vitrea.
Significato Simbolico
L'opera di Ciccozzi gioca sul contrasto tra l'oscurità del fondo (il vuoto, il dolore) e la matericità prepotente della parte centrale. Gli spaghi non sono solo decorativi, ma rappresentano la volontà umana di tenere uniti i pezzi, di riparare ciò che è stato spezzato. La resina finale sigilla questo processo, rendendo eterna la fragilità della riparazione.
