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OPERA N.2
Serie Trasposizioni N. 002
La iuta e le carte antiche

Benvenuti davanti a quest'opera di Giancarlo Ciccozzi. Per coglierne l'essenza, vi invito a immaginare non un quadro liscio e freddo, ma un paesaggio tattile, una scultura piatta che vibra di storia e di terra.
Ciccozzi è un artista che non "dipinge" nel senso tradizionale: egli edifica la superficie. In quest'opera, il protagonista assoluto è la materia, intesa come corpo vivo che porta i segni del tempo.

Tecnica e dimensioni

Dimensioni: un metro per un metro per quattro centimetri
Tecnica mista su tela cotone e telaio in legno
Materiali: Iuta, carte e documenti antichi, collanti speciali, pigmenti
Opera certificata e archiviata

La Struttura e il Tatto

L'opera si presenta come un assemblaggio rigoroso ma tormentato. Immaginate di far scorrere le dita su una superficie che alterna zone di estrema rugosità a zone di fragilità millenaria.

Le Carte Antiche: L’artista utilizza frammenti di carta fatta a mano, pergamene o documenti d’archivio che hanno attraversato i secoli. Al tatto, queste parti risultano sottili, quasi croccanti, con bordi frastagliati che sembrano bruciati dal sole o consumati dall'umidità delle biblioteche. Rappresentano la memoria dell'uomo, la parola scritta che si fa carne.

Gli Impasti Materici: Queste carte non sono semplicemente incollate, ma sono "cementate" da impasti di polveri di marmo, sabbie e resine. Immaginate la consistenza della pietra porosa o del fango essiccato al sole: queste zone creano dei rilievi, delle vere e proprie "crepe" o "cicatrici" che solcano la composizione.

La Composizione Visiva (e Spaziale)

L'opera non cerca la figura, ma l'equilibrio. Potete immaginarla divisa in settori, quasi fossero campi arati visti dall'alto.

Ci sono linee profonde, incise direttamente nella materia, che creano dei confini netti.

I colori sono quelli della terra: i bianchi caldi della calce, i bruni bruciati, i grigi della cenere e l'avorio ingiallito della carta antica. Non c’è colore artificiale, solo il tono naturale degli elementi.

La Poetica: Il Tempo che si Fa Silenzio

Il senso profondo del lavoro di Ciccozzi risiede nel concetto di stratificazione. Ogni strato di carta e di stucco è un anno, un decennio, un ricordo che si sovrappone all'altro.

Ascoltando quest'opera, potreste sentire il "silenzio del tempo". Ciccozzi recupera materiali destinati all'oblio (le vecchie carte) e dà loro una nuova dignità minerale, trasformando l'effimero della carta nella solidità della roccia. È un dialogo tra ciò che perisce e ciò che resta.

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