GIANCARLO CICCOZZI
INSTALLAZIONE
Fibre Art - Arte tessile
Artista: Gian Carlo Ciccozzi
Titolo: Sutura Urbana
Dimensioni 200 cm x 310 cm - (Modulare) – Anno 2026
L’opera tocca il tema della co-autorialità (insieme di più autori). In un'epoca di individualismo digitale, chiedere alle persone di fermarsi e "rammendare" insieme a uno sconosciuto nascosto è un atto di resistenza poetica straordinario. Questo dettaglio atmosferico ha trasformato l'installazione da una performance collaborativa a un vero e proprio rito collettivo. Durante la realizzazione, la luce mobile, la musica ancestrale e gli odori degli incensi, hanno contribuito a spostare il focus dal piano razionale a quello primordiale.
L'opera è diventata una metafora della società. La rete arancione da cantiere rappresenta la struttura, il limite o il "cantiere aperto" della vita. (Si vuole fare anche riferimento alla ricostruzione della città dell’Aquila dopo il sisma del 2009, punto saliente de “L’Aquila città multiverso” in occasione de “L’Aquila capitale italiana della cultura 2026”). L’artista, è stato nascosto dietro la trama della rete; è diventato il "motore immobile" e coscienza silente.
E’ stato presente, ma non ha interferito visivamente, ma ha guidato l'azione come un tessitore invisibile che connette le singole individualità (i pezzi di stoffa colorata e iuta) in un unico corpo collettivo.
La rete da cantiere è universalmente riconosciuta come un segnale di "Lavori in Corso", simbolo di interdizione e di pericolo.
• La Trasformazione: Attraverso l'atto poetico di infilare la stoffa nella rete, il pubblico "disinnesca" l'aggressività del materiale plastico e industriale e la rende poetica.
• Il concept è stato quello di trasformare un limite (la rete) in un'opportunità di accoglienza. L'opera è un cantiere dell'anima dove non si costruiscono solo palazzi, ma anche legami e relazioni. Il colore arancione sparisce sotto la stratificazione tessile, simboleggiando il superamento della barriera.
La bellezza dell’opera è nata dall'incontro tra la l'artista e l'istinto del pubblico.
Senza di loro, la rete sarebbe restata vuota, arida e fredda.
Senza l’artista, l'opera sarebbe mancata di una struttura di supporto.
Si è passati così, dall’iniziale segnale di pericolo, al calore dell’appartenenza e ad un ritrovato senso di unità e futuro condiviso.
