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OPERA N. 15

Serie Trasposizioni N. 015

 

Benvenuti davanti a quest'opera di Gianfranco Ciccozzi, un artista che lavora la materia come se fosse un elemento vivo e pulsante.

Le sue dimensioni sono cento, per cento, per quattro centimetri: i materiali utilizzati sono stucchi, cartone, pigmenti colorati e resina. Ora proviamo insieme a ricostruirla insieme attraverso il tatto immaginario e la densità delle forme. Ciccozzi non dipinge semplicemente: lui costruisce la superficie.

 

La Struttura e la Materia

L'opera si presenta come un bassorilievo astratto. Immaginate una superficie che non è liscia, ma tormentata, solcata da crepe profonde e rilievi che ricordano la terra riarsa dal sole o la corteccia di un albero millenario.

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La Trama e il Movimento

Passando idealmente le dita sulla tela, sentireste zone di estrema rugosità alternate a spessori più morbidi. Ciccozzi utilizza spesso malte, sabbie e resine per dare corpo al quadro. Non c'è un disegno definito (come un volto o un oggetto), ma un flusso di energia che sembra espandersi dal centro verso i bordi.

 

I Pigmenti e la Luce

L'uso dei pigmenti in quest'opera è fondamentale. A differenza dei colori pronti in tubetto, il pigmento puro mantiene una vibrazione granulosa.

 

Profondità Visiva

I colori (spesso terre, neri profondi o bianchi calcinati) non sono stesi in modo uniforme. Il pigmento si deposita nelle fessure, creando giochi di ombre naturali che conferiscono all'opera una tridimensionalità quasi architettonica.

 

L'aspetto quasi "Metelico”

La componente materica è così forte che l'opera sembra quasi un oggetto metallico o minerale estratto direttamente dal suolo.

 

Il Significato dell'Astrazione

Quest'opera non vuole "raccontare" una storia, ma "essere" una sensazione. Rappresenta il passare del tempo, l'erosione e la forza della natura che si trasforma. È un invito a sentire la potenza del gesto dell'artista che ha scavato e plasmato la materia.

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