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OPERA N. 14

Serie Trasposizioni N. 014

 

Introduzione all'opera

Ti trovi di fronte a un'opera astratta di Giancarlo Ciccozzi di cento per cento centimetri. L'artista non dipinge figure riconoscibili, ma modella la materia per creare un "paesaggio dell'anima". L'opera si distingue per la sua natura materica: la superficie non è liscia, ma composta da strati spessi di gesso, caolino e stucchi che creano rilievi, solchi e crepe.

 

La Tecnica e le Sensazioni

Ciccozzi lavora con le spatole, quasi come un muratore o uno scultore. Immagina che il colore non sia stato steso con un pennello morbido, ma "scolpito" con lame metalliche.

 

Il Caolino e i Pigmenti

Il caolino conferisce zone di bianco opaco, denso e farinoso, che dà corpo alla struttura.

I Pigmenti colorati sono vividi, puri. Immagina la brillantezza del blu profondo, il calore della terra bruciata o l'energia del rosso, incastonati tra le fratture dello stucco.

 

Descrizione Visiva e Spaziale

L'opera si presenta come una superficie tormentata ma equilibrata.

Al tatto (ideale): Sentiresti zone rugose alternate a tagli netti lasciati dalla spatola.

Visivamente: La luce gioca con i rilievi, creando ombre proprie che cambiano a seconda della posizione dell'osservatore. È un’esplosione cromatica dove il colore sembra emergere dalle profondità della materia bianca e grigia del supporto.

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