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OPERA N. 016

Serie Trasposizioni N. 016 - Signum

 

Tecnica mista su tela cotone e telaio in legno

Materiali: stucchi, carte antiche, spago, cemento, pigmenti e resine.

Attualmente l'opera è esposta stabilmente a Palazzo Palitti, Roio Poggio, L'Aquila

 

Ti trovi di fronte a "Signum", un’opera monumentale dell’artista Giancarlo Ciccozzi. Si tratta di un pannello astratto di grandi dimensioni: un rettangolo imponente alto 190 centimetri e largo 160. L'opera non rappresenta oggetti o figure della realtà, ma è un "paesaggio tattile" fatto di sedimentazioni, strappi e cicatrici materiche. È stata creata sovrapponendo materiali poveri e industriali: stucchi, carte antiche, spago, cemento, pigmenti e resine.

 

Composizione e Colori

L'impatto visivo e concettuale è dominato da tonalità neutre e terrose: i grigi freddi del cemento si mescolano ai bianchi sporchi dello stucco e ai toni caldi, ingialliti dal tempo, delle carte antiche.

 

Il centro focale

L'opera è attraversata da una sorta di "ferita" o solco centrale. Qui la materia sembra spaccarsi, rivelando strati sottostanti.

 

La texture e i dettagli materici

La superficie non è liscia. Immagina una parete antica che porta i segni del tempo: zone ruvide e porose di cemento si alternano a zone più lucide e levigate dalle resine.

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Frammenti di carte antiche emergono come memorie affioranti, mentre lo spago è utilizzato per creare linee di tensione, come se volesse "ricucire" o tenere insieme le diverse parti della composizione.

 

I rilievi, le linee e le levigatezze

Lo stucco crea dei dislivelli, delle piccole "montagne" di materia che si alzano dalla base. Con i polpastrelli le tracce dello spago: sono linee sottili, dure e fibrose che tracciano percorsi geometrici sopra la massa informe del cemento. In alcuni punti, la resina crea zone scivolose e fredde, simili al vetro, che proteggono i frammenti di carta sottostanti.

 

Significato dell'opera

"Signum", in latino, significa "Segno". Ciccozzi vuole portarti a riflettere sul passaggio del tempo e sulla resistenza della materia. L'opera appare come un reperto archeologico moderno: un muro che ha assorbito storie, polvere e luce, trasformando il caos degli elementi (cemento, spago, carta) in un segno armonico e potente.

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